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Emozioni e inconscio / Vita Analogica

Le due istanze della mente umana: la logica e l’emotività

La mente umana è composta da due istanze: la logica e l’emotività.

Tutti noi, per motivi culturali, tendiamo a identificarci con la prima e a demonizzare la seconda, come se le emozioni fossero un elemento di disturbo nella nostra vita.

Purtroppo, dato che ci insegnano ad ignorarle, si crea un effetto boomerang che porta la persona a ritrovarsi in balia di ansia, angoscia, rabbia, tristezza e altro.

Perché la nostra emotività non sparisce con la volontà e trova sempre un modo per sfogarsi.

Favorire un equilibrio interiore vuol dire ridare la giusta dignità alla nostra parte emotiva e ascoltare anche le sue esigenze, tanto quanto facciamo con la parte logica.

Ma analizziamo nello specifico queste istanze.

L’istanza logica racchiude tutti i nostri ragionamenti, i pensieri e i dati oggettivi come il nome e l’età.
Ha a che vedere con il linguaggio, il calcolo matematico e la scrittura.

L’istanza emotiva, invece, comprende tutte le nostre emozioni, positive o negative, e l’istinto.
Ha un’organizzazione diversa da quella logica e ha delle necessità: se non viene gratificata per troppo tempo, troverà una valvola di sfogo, indipendentemente dal volere della persona, causando disagi e sofferenze.
È così che si formano i problemi emotivi.

Per quanto riguarda lo scorrere del tempo, dal punto di vista logico è diviso in passato, presente e futuro.
Nella mente si crea una successione di eventi che appartengono a una di queste tre categorie.
Il tempo è un processo lineare suddiviso in parti.

Per l’istanza emotiva non è così: tutto è qui e ora.
Per esempio, l’ansia che si prova per un evento che accadrà in futuro prevede un’attivazione nel presente, rendendo quell’emozione vera e attuale.
Oppure, basta uno stimolo per ricordare una situazione accaduta anni fa, facendo affiorare di nuovo quelle emozioni.

La differenza più importante tra le due istanze, però, è il tipo di categorizzazione che utilizzano.

La logica suddivide ciò che analizza in buono o cattivo, bene o male, positivo o negativo, ecc.
Fa una divisione sulla base della qualità.
Qui entrano in gioco vari fattori soggettivi come la morale, le credenze e la cultura.

La parte emotiva, invece, non prende in considerazione questi elementi.
L’unica distinzione che fa è tra un’emozione forte e una debole, quindi distingue ciò che si prova sulla base della quantità.
Il fatto che sia un’emozione positiva o negativa non fa alcuna differenza.

Sta a noi fornirle stimoli positivi, tollerati dalla logica, purché siano abbastanza forti.
Si nutre di emozioni e dobbiamo imparare ad alimentarla.

Le due istanze della nostra mente sono sempre in lotta tra loro.
Lo notiamo, per esempio, quando dobbiamo prendere una decisione: è meglio seguire il cuore o la ragione? Ciò che provo o ciò che è giusto?

Il segreto per un buon equilibrio interiore è favorire a volte un’istanza e a volte l’altra, secondo ciò che possiamo o ci conviene fare.
La parte che viene penalizzata, potrà essere ascoltata la volta successiva.

Dobbiamo comportarci come se fossimo il terzo elemento che gestisce entrambe, un giudice che sceglie di volta in volta chi gratificare sulla base delle proprie preferenze o necessità.

Se vuoi approfondire le differenze tra la parte logica e l’emotività, guarda questo video.

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About Author

Sono dottoressa in Psicologia clinica specializzata in gestione emotiva e dialogo con l'inconscio. Svolgo sedute private e corsi di formazione online.