Menu
Vita Analogica

Qual è la differenza tra l’Analogista e lo psicologo?

Quando le persone mi chiedono quale sia il mio lavoro, con il tempo mi sono abituata a rispondere “sono laureata in psicologia clinica e ora ricevo come Analogista”, cercando di aiutare il mio interlocutore a capire l’ambito di cui mi occupo.

Mi sono resa conto, però, che associare la mia laurea in psicologia e il lavoro di Analogista crea ancora più confusione: quindi sei una psicologa? Qual è il rapporto tra le Discipline Analogiche e la psicologia?

In questo articolo voglio descrivere le somiglianze e le differenze tra lo psicologo e l’Analogista, nella speranza di chiarire un po’ le idee.

Inizio specificando che l’obiettivo con cui svolgono le sedute private è lo stesso: migliorare la qualità della vita delle persone, far rielaborare correttamente alcuni eventi del passato e risolvere problemi emotivi, comportamentali e psicosomatici.

La vera differenza sta nell’approccio teorico e pratico: la psicologia è composta da molte teorie differenti, dalla freudiana alla cognitivo comportamentale, e gli strumenti utilizzati cambiano di volta in volta.

L’Analogista, invece, è un esperto in Discipline Analogiche che comprendono i Sistemi induttivi benemegliani, la Comunicazione analogica, la Filosofia analogica e la Fisioanalogia.

Nel complesso, questo approccio prevede lo studio delle dinamiche emotive e dell’influenza che hanno sulla nostra parte logica.

Un’altra grande differenza è il linguaggio tecnico che viene utilizzato: la psicologia si rifà alla medicina prevedendo termini come diagnosi, cura, paziente, terapia, etc.

L’Analogista, invece, si discosta da questo linguaggio perché la percezione che arriva alla persona non dev’essere “tu sei malato e ti curo io”, ma “lavoriamo insieme per gestire la tua emotività. Io ti indico la strada grazie alle mie conoscenze.”

Noi infatti non facciamo diagnosi, ma individuiamo i blocchi emotivi che vincolano la persona, per esempio i sensi di colpa, la disistima, la paura del giudizio, il condizionamento e l’abbandono affettivo.
Questo è ciò su cui lavoriamo.

Per quanto riguarda gli strumenti, come già accennato prima, la psicologia ne prevede diversi, ma di solito si utilizza soprattutto la parola espressa sotto forma di domande: al paziente vengono chieste diverse cose a seconda dell’ipotesi del professionista.

Le Discipline Analogiche, invece, prevedono sempre la comunicazione non verbale e un coinvolgimento emotivo forte da parte del cliente.
Quando le emozioni vengono portate alla luce, allora è possibile metterci mano e rielaborarle anche dal punto di vista logico.

About Author

Sono dottoressa in Psicologia clinica specializzata in gestione emotiva e dialogo con l'inconscio. Svolgo sedute private e corsi di formazione online.