La Comunicazione Analogica è utile per chiunque voglia migliorare il proprio modo di interagire e per ottenere assenso e consenso dagli altri.
È uno strumento che viene utilizzato in seduta dall’Analogista per capire se la comunicazione sta andando nella direzione giusta e per valutare quanto la persona è coinvolta emotivamente.
La CANV è uno degli strumenti che l’inconscio, quindi la parte emotiva dell’interlocutore, utilizza per comunicarci qualcosa.
Chi sa cogliere i segnali non verbali governa l’interazione utilizzando due livelli: la comunicazione verbale, quindi le parole dette, e il non verbale, quindi l’insieme dei gesti espressi dall’istanza emotiva.
Ci vuole un po’ di allenamento per “farsi l’occhio” e utilizzare questo strumento in maniera consapevole e automatica, ma ho deciso di condividere qualche segnale per aiutarvi a capire cosa succede nell’emotività dell’altro mentre vi sta parlando.
I segnali non verbali si dividono in tre categorie:
- Segnali di scarico tensionale
- Segnali di gradimento
- Segnali di rifiuto
In questo articolo voglio approfondire la prima categoria.
I segnali di scarico tensionale vengono inseriti nella conversazione quando il nostro interlocutore sta accumulando tensione a causa dell’argomento, di un gesto o di altro, e deve scaricarla.
PRIMO SEGNALE
Mordicchiarsi le labbra in maniera prolungata

SECONDO SEGNALE
Grattarsi la zona sopraccigliare o maxillo-facciale

TERZO SEGNALE
Toccarsi o grattarsi la nuca

Quando si introduce un determinato tema o si pronuncia una parola che può essere portatrice di tensione e carico emotivo, per esempio mamma, papà, partner, etc., può essere più facile notare questi segnali.
Cosa fare quando ne vediamo uno?
Bisogna creare altra tensione continuando a parlare di quel tema.
N.B.: Ovviamente i segnali non verbali vanno contestualizzati e non ci deve essere una causa specifica diversa dalla tensione accumulata.
Per esempio, se la persona ha un prurito provocato da una puntura di insetto, si gratterà indipendentemente dal suo stato emotivo.
