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Emozioni e inconscio / Vita Analogica

Tempo inconscio: oggi o domani non fa differenza

Il tempo della logica vs il tempo dell’inconscio

“Il tempo è il concetto che permette di determinare l’ordine degli eventi, stabilendo quale fra essi è avvenuto prima e quale dopo.”
Questa è la definizione di tempo che si trova nella Treccani.

Sei d’accordo con questa spiegazione? A me sembra azzeccata.

C’è solo un problema: il tempo definito in questa maniera va bene solo da un punto di vista logico.
Il nostro inconscio non lo processa così.

Infatti, i concetti di tempo sono legati alle istanze, cioè alle due parti dentro di noi: razionalità ed emotività.

La nostra logica tende a considerare il tempo come qualcosa di lineare, composto da passato, presente e futuro.

Lo notiamo, per esempio, quando qualcuno ci parla della sua vita.
Il passato pieno di ricordi e il futuro carico di aspettative sono presenti in pensieri e racconti.

L’unico momento in cui si avverte un andamento diverso del tempo è quando si ha un elemento, che sia un problema, una persona o una situazione, che si ripropone periodicamente.
In questo caso, lo scorrere del tempo assomiglia più a un loop negativo piuttosto che a una linea retta, perché siamo caduti nell’immobilità.
Non si avanza più e tutto si ripete.

Ma sono casi in cui c’è una sofferenza profonda che andrebbe risolta.

L’inconscio, invece, è atemporale: passato e futuro non esistono.

In che senso?

Facciamo un esempio.
Quando ricordiamo un evento doloroso accaduto anni fa, razionalmente sappiamo che non sta succedendo adesso.
Ma dal punto di vista emotivo cosa succede?
Le emozioni che vivevamo in quel momento ritornano e le proviamo anche adesso.

Oppure, altro esempio, abbiamo litigato con qualcuno.
Riprendere l’argomento una settimana dopo per raccontarlo a un amico, ci fa ritornare subito in uno stato di agitazione e rabbia, cioè nella stessa condizione emotiva dei giorni precedenti.
Basta il ricordo per rivivere quell’emotività.

Questi sono due esempi dell’atemporalità dell’inconscio: finché l’emozione è ancora viva e presente, è irrilevante il fatto che sia collegata a qualcosa che è successo ieri o dieci anni fa.
Per l’inconscio è vera adesso e se ne può servire come preferisce.

Ecco perché episodi di quando eravamo piccoli hanno ancora delle ripercussioni sulle relazioni che viviamo oggi, a decine di anni di distanza.

Per l’inconscio la partita non si gioca sul concetto di tempo, ma di emozione: il fatto che ci emozioniamo è l’unica cosa che conta, indipendentemente da quando è accaduto l’evento.

Vale la stessa cosa per il futuro.
Per esempio, le preoccupazioni che sentiamo quando immaginiamo ciò che ci aspetta, le proviamo adesso.
Le stiamo vivendo in questo istante, basti pensare a tutte le attivazioni psicofisiche che scatenano: ansia, tensione, mal di pancia, agitazione, ecc.

Ecco perché l’inconscio è atemporale: l’emozione si vive nel momento attuale o non si vive affatto.
Tutto ciò che ancora scatena una reazione è nutrimento per la nostra parte emotiva.

Se vuoi conoscere altre differenze tra l’inconscio e la logica, guarda questo video.

Se invece vuoi sapere come farli andare d’accordo, dai un’occhiata qui.

About Author

Sono dottoressa in Psicologia clinica specializzata in gestione emotiva e dialogo con l'inconscio. Svolgo sedute private e corsi di formazione online.