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Autorealizzazione / Video

Come cambiare noi stessi e la nostra vita?

I 7 ostacoli al cambiamento + esercizio


Perché quando proviamo a cambiare non ci riusciamo?

Intendo cambiare noi stessi o i nostri comportamenti, per esempio le nostre abitudini, le nostre reazioni o il tipo di partner che scegliamo.
Quindi in qualsiasi ambito.

Ci sono 7 elementi che impediscono il cambiamento e oggi li analizzerò uno per uno.

Alla fine di questo articolo, troverai un esercizio da fare per uscire dalle sabbie mobili e creare la realtà che desideri.

Ma procediamo con ordine.

Il primo elemento che impedisce il cambiamento è la mancanza di sostituzione.

Quando identifichiamo una cosa che vogliamo cambiare, cerchiamo di eliminarla completamente o di eliminarne una parte.

Per esempio, come ragioniamo di solito?
Ci diciamo: “Da oggi non mi comporterò più così, non devo sprecare il mio tempo facendo X.”

Qual è il problema di questo modo di pensare?
Di per sé va bene, ma tutto ciò che togliamo va sostituito con altro, quindi ogni volta dobbiamo chiederci “con cosa lo sostituisco?” in modo da avere già un piano chiaro e da favorire il cambiamento.

Se tendi a sprecare il mio tempo guardando i social per ore e ti limiti a dire “devo smetterla, quindi lascio perdere il telefono e non lo tocco” va bene, ma in quel tempo che cosa farai?
Quali sono le attività alternative che puoi mettere in atto?
Se ci avrai già pensato, non rimarrà un vuoto e sarà più facile avere un altro tipo di comportamento.

Questo ragionamento vale anche per le nostre emozioni: non basta ridurre o eliminare le emozioni negative, ma dobbiamo sostituirle con emozioni positive perché il nostro inconscio le richiede.
Non possiamo semplicemente non provare niente.

Più aggiungiamo positività, più sarà possibile ridurre il dolore, la rabbia, ecc.

Questo vale anche quando finisce una relazione.
Più noi riusciamo a riprendere in mano la nostra vita e ad alimentare le emozioni positive, per esempio uscendo con gli amici, impegnandoci in un lavoro che ci piace o trovando un nuovo hobby, più riusciremo a superare la mancanza dell’altra persona.

Quindi, in sintesi, sostituzione e non eliminazione e basta.

Il secondo elemento che impedisce il cambiamento è la mancanza di autoconsapevolezza.

Se io mi conosco, so perché mi comporto in determinate maniere e quali sono i meccanismi inconsci che guidano le mie azioni, sarà più facile lavorarci per cambiare.

Questo è un concetto molto semplice ma è fondamentale.

Confusione mentale, mancanza di lucidità e chiarezza, scarsa conoscenza delle relazioni causa-effetto che ci governano, limiteranno molto il cambiamento.

È difficile intervenire se non ho il quadro completo di quello che sta succedendo e della mia persona.

Conoscersi davvero in maniera approfondita comprende anche il conoscere il proprio inconscio, quindi sapere come funziona la nostra parte emotiva.

Gli strumenti per farlo non mancano, infatti possiamo utilizzare il dialogo diretto con l’inconscio e capire esattamente cosa sta succedendo, perché e come cambiare le cose.
È quello che io faccio in seduta ogni giorno con le persone che si rivolgono a me.

Il terzo elemento che impedisce il cambiamento è la mancanza di conoscenze.

Meno sappiamo, più sarà difficile capire cosa fare e sostituire ciò che vogliamo eliminare.

Facciamo un esempio.
Quali sono le caratteristiche di una relazione sana? Come dev’essere?
Come si litiga in questo tipo di relazioni?

Oppure, altro esempio.
Quali sono le competenze che mi mancano per riuscire meglio nel mio lavoro?
Per avere una promozione o vendere di più?

A volte il cambiamento è difficile perché ci mancano le conoscenze per sapere cosa fare.

Se ci troviamo in questa situazione vuol dire che dobbiamo rimboccarci le maniche e studiare.
Quindi frequentare dei corsi, rivolgerci a qualcuno che ne sa più di noi o, in ogni caso, continuare a formarci.

Dobbiamo colmare le nostre mancanze per poter avanzare.
Non ci sono scorciatoie.

Il quarto elemento che impedisce il cambiamento è la paura dell’ignoto.

Se ti interessa la psicologia, probabilmente saprai già che tendiamo a replicare i modelli che abbiamo imparato e a rimanere nella nostra zona di comfort.

Io, però, voglio aggiungere un’altra cosa: la paura dell’ignoto ce l’abbiamo tutti, è normale, ma ciò che pensiamo di noi stessi fa la differenza.

Questa paura può essere più o meno alimentata dal nostro dialogo interiore e dalle convinzioni che abbiamo su di noi.

Se passiamo le giornate a dirci che siamo incapaci, che ciò che ci succede di brutto è colpa nostra, che siamo la causa del comportamento orribile degli altri, e attribuiamo a noi stessi una serie di mancanze e caratteristiche negative, come possiamo cambiare le cose?
Come possiamo pensare di avere le capacità di affrontare il futuro e gli imprevisti?

Alimentiamo la paura dell’ignoto, e quindi nel cambiamento, con ciò che ci diciamo ogni giorno.

La mancanza di fiducia in noi stessi fa sì che rimaniamo inchiodati dove siamo e finché non la risolviamo non sarà possibile cambiare le cose.

Il processo è questo: prima recupero la mia autostima e cambio l’immagine che ho di me, poi mi sentirò capace di affrontare quello che devo affrontare, qualsiasi cosa accada.

Il quinto elemento che impedisce il cambiamento è la bassa tolleranza alla frustrazione.

Se io voglio stare tranquilla e non avere stress, non cercherò in maniera proattiva il cambiamento perché ha in sé una quota di frustrazione, è inevitabile.

Cambiare le cose richiede impegno, energie e l’affrontare un periodo di adattamento.
Quindi il cambiamento non è auspicabile per chi cerca la tranquillità.

La cosa che spesso non consideriamo, però, è che la situazione che stiamo vivendo ci stressa già.

Ora, più noi diventiamo bravi a tollerare la frustrazione, più accetteremo il fatto di andarle incontro, sapendo che fa parte del processo di cambiamento.

Questo non è un problema dell’inconscio perché ama la tensione e la frustrazione.

È un problema logico, quindi scegliamo attivamente per cosa vale la pena impegnarsi e darsi da fare.

Se proprio non riusciamo a gestire la tensione, possiamo sempre chiedere aiuto all’inconscio.
Il suo contributo può aumentare la lucidità mentale, eliminando ansia e stress.

Il sesto elemento che impedisce il cambiamento è la tendenza ad aspettare il momento giusto, la persona giusta, l’opportunità gusta.
Insomma che i pianeti siano allineati a nostro favore.

Questo atteggiamento va bene solo se, nel mentre, ci assumiamo le nostre responsabilità: non è un’altra persona che ci deve salvare, non è il capo che ci deve fare una determinata proposta, non sono gli altri che finalmente capiranno e agiranno di conseguenza.

Siamo noi che dobbiamo mettere in campo delle azioni per favorire il cambiamento.
Non rimaniamo fermi ad aspettare che l’esterno cambi, ma alimentiamo il nostro potere personale sulla situazione mettendo in campo delle azioni.

È importante non rimanere schiacciati dalle circostanze e non delegare troppo agli altri perché ci toglie forza e sicurezza.

E ce ne renderemo conto quando sarà troppo tardi, quando gli altri non faranno quello che avevano promesso, quando l’occasione giusta che stavamo aspettando non arriverà.

Se ci saremo assunti la responsabilità e avremo comunque fatto il nostro, non avremo rimpianti.

Il settimo e ultimo elemento che impedisce il cambiamento è la mancanza di un’identità coerente con ciò che vogliamo.

Faccio un esempio personale.
Quando ho iniziato a fare sia le sedute che i corsi di formazione ho dovuto lavorare molto sulla mia identità.

Perché?
Perché sono passata da essere una studentessa che doveva imparare a essere una professionista che parla davanti a un pubblico, insegna il mondo dell’inconscio e fa sedute aiutando le persone a superare i loro problemi.

Questo passaggio non è stato facile e immediato.

Una cosa che mi ha aiutato molto sono stati i feedback positivi che ricevevo dagli altri.
Infatti, erano la conferma che stavo procedendo bene e che quello era il ruolo giusto per me.

In generale, più la visione di noi stessi, quindi la nostra identità, è adatta alla realtà che vogliamo ottenere, più sarà facile raggiungerla.

Ora, per rendere questo articolo il più utile possibile, scrivi questi sette punti su un foglio:

  1. Mancanza di sostituzione
  2. Mancanza di autoconsapevolezza
  3. Mancanza di conoscenze
  4. Paura dell’ignoto
  5. Bassa tolleranza alla frustrazione
  6. Tendenza ad aspettare e rimandare
  7. Mancanza di un’identità coerente col cambiamento

Ora chiediti in quali di questi punti devi migliorare e fai un elenco delle azioni concrete per iniziare a lavorarci.
Più scenderai nello specifico, più sarà facile ottenere quel cambiamento.

Aggiungi ad ogni azione il giorno e l’ora in cui inizierai a metterla in campo.
Questo ti aiuterà a portare nella tua quotidianità ciò che ti serve per cambiare le cose.

Se nonostante questo non riesci a fare il cambiamento che vuoi o qualche passaggio non è chiaro, scrivimi qui.

Cliccando qui, invece, puoi vuoi vedere l’elenco completo dei video che ho pubblicato.

About Author

Sono dottoressa in Psicologia clinica specializzata in gestione emotiva e dialogo con l'inconscio. Svolgo sedute private e corsi di formazione online.